Dopo il suicidio della figlia, il padre invita i bulli al funerale

Dopo il suicidio della figlia, il padre invita i bulli al funerale

venerdì, 12 gennaio 2018

Un tragico suicidio ha scosso l’Australia, catalizzando l’attenzione dei media, soprattutto quando il padre della vittima ha deciso di scrivere un post sulla figlia e di invitare i suoi bulli al funerale, ha scritto il Daily Mail.

Amy Everett era vittima di cyberbullismo e alla fine non ce l’ha fatta più a reggere tutta quella pressione. Da bambina, Amy è diventata famosa in Australia come Dolly, dopo aver partecipato alla campagna pubblicitaria di Akubra, un’azienda che produce cappelli. Ma la celebrità soffriva molto a causa del bullismo.

A 14 anni, ha deciso di porre fine alla propria vita, e quattro giorni dopo il suo suicidio, il padre, Tick Everett, ha scelto di condividere un post su Facebook.

“Questa settimana è successo qualcosa che ci ha fatto capire come devono essere utilizzati i social” ha scritto il padre, riferendosi a tutto il sostegno ricevuto. “Ma anche come non dovrebbero essere utilizzati” ha aggiunto.

Ecco il suo post strappalacrime:

“Alcune persone credono che il suicidio sia una vigliaccheria, ma vi posso assicurare che il mio caro angelo era molto coraggioso. Dolly ha avuto la forza di fare ciò che credeva necessario per fuggire al male del mondo. Purtroppo, Dolly non conoscerà mai l’enorme vuoto che si è lasciata alle spalle” ha scritto il padre nel post.

“In primo luogo, se le persone che credevano che fosse divertente prendere di mira mia figlia dovessero leggere questo post – per favore, venite al funerale e guardate la devastazione emotiva che avete creato” ha scritto.

“In secondo luogo, mi rivolgo alle persone forti, fermiamo il bullismo, soprattutto quando sono i bambini ad esserne vittime. Capisci quello che avevi solo quando lo perdi.”

Il tragico destino di Dolly è diventato il motivo di una grande campagna contro il bullismo. La sua famiglia sta diffondendo questo messaggio per incoraggiare le vittime del bullismo a parlare – “Parlate anche se vi trema la voce.”

Anche l’azienda Akubra ha deciso di spendere qualche parola per lei, condividendo la foto che avevano utilizzato 8 mesi prima per la campagna pubblicitaria:

“Il bullismo è inaccettabile. Dobbiamo sempre intervenire ogni volta che assistiamo a simili comportamenti. Dolly potrebbe essere la figlia, la sorella o l’amica di chiunque. Dobbiamo assicurarci che le vittime del bullismo sappiano che c’è sempre una persona alla quale rivolgersi.”

Dobbiamo fermare il bullismo – è nostra responsabilità. Potrebbe salvare la vita di qualcuno.

Conoscete persone vittime di bullismo o è capitato anche a voi? Non dimenticate che c’è sempre qualcuno pronto ad aiutare. Ad esempio troverete qualche consiglio utile us www.mind.se o www.bris.se!

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